La mappa non è il territorio

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Categoria
Sviluppo personale
Laboratorio Creativo
Esplorare la mappa


pubblicazione: 19/09/2006
aggiornamento: 28/11/2006

Cosa si intende con questa espressione? tenendo gli occhi chiusi descrivete la strada che fate tutti i giorni per andare al lavoro: è fedele alla realtà? o manca in alcuni particolari? vi ricordate tutto tutto? Probabile che quanto da voi raccontato sia una vostra rielaborazione mentale dei luoghi che attraversate. Come mai? La nostra mente rielabora quanto ci circonda e crea una mappa del tutto personale del territorio. La rappresentazione della realtà non è la realtà, ma la nostra rappresentazione di essa; quindi "la mappa non è il territorio". Gli individui utilizzano i 5 sensi in maniera differente e questo porta a percezioni diverse del mondo esterno, ma soprattutto a costruzione di mappe differenti. fatte queste semplici considerazioni, perchè è importante sottolinearle? e perchè questa definizione è funzionale alla nostra comunicazione? Il rpesupposto che ciò che conosciamo non è la realtà, ma solo parte di essa ci può aiutare a crearci un atteggiamento mentale più aperto e positivo verso gli altri, verso le persone che entrano in relazione con noi. Spesso, quando ci rapportiamo ai nostri interlocutori applichiamo il nostro schema mentale, la nostra mappa e la conversazione diventa così difficile e generatrice di incomprensioni; se non entriamo nel loro mondo, se non cerchiamo di capire quale è la loro mappa, rischiamo di essere inefficaci. la possibilità di comunicare passa attrazverso il riconoscimento della diversità delle mappe. Prima di conpscere la mappa altrui, è bene conoscere la nostra mappa, conoscere come funziniamo e come cambiano le nostre percezioni, le informazioni che prendiamo dal territorio anche solo modificando un piccolo comportamento nel nostro quotidiano. Dove porti l'orologio? A destra o a sinistra? Ora prova ad allacciarlo e a portarlo sull'altro polso per una settimana; cosa cambia? Quando sei costretto a fare qualcosa di non proprio piacevole (la spesa al supermercato il sabato mattina ad esempio) inizia a dirti "voglio fare..." invece di "devo fare..."; Cambia qualcosa? Provaci per una settimana, impegnati a darti indicazioni in positivo e con la forma del volere, della voglia e non del dovere o dell'imposizione e annotati cosa cambia in te.

Proviamo ad allargare la nostra mappa con dei semplici giochi di logica.

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